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ISOLAMENTO SI: MA INTERNO O ESTERNO?

Sezione linea continua

Sommario:

Penso che non si possa mettere in discussione: sia per i nuovi edifici, che per vecchi che vengono ristrutturati l’isolamento termico è uno degli interventi a cui non si può più rinunciare.

IL CONTESTO E L’AMBITO D’APPLICAZIONE

Nell’immaginario collettivo quando si pensa ad risistemare e ammodernare un appartamento/un’abitazione si pensa ad una ristrutturazione. Va chiarito che invece non tutti gli interventi sono ristrutturazioni. In edilizia gli interventi dal più semplice al più complesso sono:

  • Manutenzione ordinaria;
  • Manutenzione straordinaria;
  • Restauro e risanamento conservativo;
  • Ristrutturazione.

 

Oltre la ristrutturazione c’è solo la nuova edificazione (vedi DPR 380/01 art. 3(L)). La prima parte della definizione riporta queste parole: “”interventi di ristrutturazione edilizia“, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. […]”
Vedi bene che la ristrutturazione vera implica delle modifiche profonde all’abitazione o all’edificio. Però a causa di una serie di condizioni al contorno la ristrutturazione consentita può essere solo interna oppure coinvolgere anche l’involucro edilizio.

Tutte le volte che si interviene sull’involucro a meno che tale intervento sia inferiore al 10% della superficie disperdente, sia rientra nell’ambito di applicazione del DM 26 giugno 2015 (aggiornato dal DM 6 agosto 2020). E cosa ci dice tale decreto? Tante cose…ma la più importante è che se intervieni sull’involucro devi isolare. E devi farlo con certi parametri (che sono stati rivisti con il DM del 2020).
Isolare i nostri edifici sarebbe un atto di civiltà, isolando disperdiamo meno calore, calore che purtroppo è ancora prodotto da generatori che producono CO2 .Tali generatori sono i principali responsabili dell’aumento dell’effetto serra e dell’aumento della temperatura del pianeta.
E’ stato stimato da un rapporto Unep del 2022 (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) che il comparto edilizio consuma 34% dell’energia prodotta (a livello globale) e produce il 37% delle emissioni di anidride carbonica. Si siamo proprio noi con le nostre caldaiette…i principali responsabili dell’aumento della temperatura.
Per diminuire le emissioni abbiamo due strade: dobbiamo isolare (per risurre il fabbisogno di energia) e/o ricorrere alle energie rinnovabili (per produrre energia che non crea anidride carbonica).
Stabilito che stai facendo una ristrutturazione e che stai intervenendo sull’involucro isolare è un obbligo e oltre che aiuto al riscaldamento globale, dovremo farlo dall’interno o dall’esterno?


LA REGOLA DELLA LINEA CONTINUA

La prima regola che dovremo osservare isolando è quella della “linea continua”:
Per essere certo di aver previsto il corretto isolamento dell’involucro, il progettista dovrebbe riuscire a disegnare su carta la linea continua corrispondente alle superfici isolate (compresi tetto e serramenti), senza mai dover sollevare la matita se non quando ha tracciato l’intero perimetro della casa (vedi immagine in evidenza, in alto).

Sezione_isolamento interno

Se l’isolante viene interrotto in alcuni punti la linea si interrompe, in questi punti si creano dei ponti termici, e delle maggiori dispersioni di calore. Isolando dall’esterno è in generale più facile dare continuità all’isolante che ricopre involucro. Intervenendo dall’interno le pareti divisorie tra le stanze e i solai tra i prioni creano discontinuità , ponti termici e maggiori dispersioni.

STRATEGIE D’ISOLAMENTO

isolamento controterra

Anche isolando dall’esterno però ci sono dei punti critici e dei problemi. Il primo è dato dalle dispersioni verso il terreno, lateramente nelle pareti controterra, e in basso nel contatto tra fondazione e terreno. Se questo isolamento non viene fatto in fase di costruzione difficilmente si riesce a realizzare successivamente(vedi figura sopra),

isolamento:aggetti

Altri elementi da gestire per dare continuità agli isolanti sono gli aggetti: i balconi e gli aggetti di gronda. Le soluzioni possono essere due:
1. Si rende la parte dell’aggetto indipendente e si interpone l’isolante tra l’aggetto e il vero involucro edilizio (questa una tecnica a cui si ricorre più sulla nuove edificazione in fase di progettazione). Per realizzarlo dobbiamo utilizzare degli isolanti che resistono a compressione e collegare gli aggetti con elementi strutturali puntuali tipo ferri di armatura o elementi tubolari che possono ridurre al minimo la dispersione.
2.Si isola anche l’aggetto girando l’isolante intorno all’aggetto stesso “impacchettandolo” questo è il tipo di intervento che di solito si fa per correggere il ponte termico di aggetti esistenti in cui sarebbe troppo oneroso realizzare l’intervento n°1.

Anche isolando internamente è possibile attenuare il ponte termico introdotto dalla discontinuità dell’isolante “girando” quest’ultimo verso la partizione che crea la discontinuità stessa. Così facendo si costringe il calore ad uscire percorrendo un percorso più lungo con una resistenza termica equivalente a quella che si ha nella partizione esterna isolata. La soluzione, se non piace esticamente, può essere occultata con una controparete in cartongesso.

CONCLUSIONI

Ideale sarebbe poter isolare con continuità, se si tratta di un edificio nuovo di solito si realizza dall’esterno (cappotto, isolamento tetto e isolamento delle fondazioni verso il terreno) perché crea meno complicazioni.
Se invece dobbiamo realizzare un intervento sull’edificio esistente le strategie possono essere di vari tipi in relazione al contesto. In condominio sicuramente nella maggior parte dei casi si dovrà intervenire dall’interno. Se si tratta di una casa singola o bifamiliare, la strategia può essere mista: dall’esterno in elevazione e dall’interno controterra.
Queste scelte comunque sono appannaggio del progettista energetico che concerta le soluzioni con il committente (se sei indubbio rivolgiti a CSGT possiamo seguirti in tutto l’iter dal progetto architettonico, alla realizzazione), che oltre a fare delle rilflessioni generali avrà a disposizione i numeri e i software per fare delle valutazioni accurate che non possono essere riassunte in un articolo come questo.

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